La magia degli scampoli

Finalmente ho ancora la possibiltà di ospitare un nuovo guest post sul mio sito. Io adoro i guest post, perché mi danno l’opportunità di condividere il mio spazio con altre creative e imparare qualcosa di nuovo ogni volta.
Oggi parliamo di scampoli, e di come sfruttarli al meglio, grazie all’aiuto di Rita.
(Se anche a te piacerebbe scrivere un guest post, prova a contattarmi all’indirizzo scucendosimpara@gmail.com)

Rita Di Goro è giornalista pubblicista e presidente dell’Associazione genitori A.Ge. Toscana (www.agetoscana.it; agetoscana@age.it oppure rita.manzani@age.it ). Dedita da sempre alle più varie tipologie di ricamo, passando per il chiacchierino e l’intaglio, in non tenera età ha deciso di dedicarsi al cucito e ha scoperto un’attività stimolante e rilassante, che l’appassiona sempre più.

Stoffe firmate, modelli difficili, fantasie impegnative: o sei una bravissima sarta o -c’è poco da fare- rinunci.
Oppure… Oppure ti lanci nel magico mondo degli scampoli. È una sfida intrigante: riuscirò a indossare questa stoffa così bella? Qui puoi trovare una serie di strategie che ho messo a punto, ma vedrai che se ci credi ne troverai di altrettanto efficaci. Raccontale a Elisa, che gentilmente ha ospitato questo post e che certo sarà lieta di condividere i tuoi risultati.

Prendere bene le proprie misure

Gli scampoli sono lì perché non hanno la lunghezza minima ritenuta necessaria per realizzare un capo. E aspettano proprio te che riesci a vederli in modo diverso. Spesso quello che manca non va oltre 5-10 cm e certo non ha senso calcolare 65 cm per una manica se il proprio braccio ne misura 59. Oltre alla lunghezza, è molto importante anche la larghezza della stoffa, soprattutto per le taglie più grandi, anzi direi che è più facile dover abbandonare un progetto perché la stoffa è troppo stretta piuttosto che troppo corta.

Di solito se un taglio di stoffa è bello lo acquisto a prescindere, poi al primo momento di relax mi accingo a studiare come metterlo a frutto. Scelgo un modello adatto, ricavo il cartamodello della mia taglia, lo adatto alle mie effettive misure e comincio ad appuntarlo sulla stoffa, cercando di far tornare la fantasia se è presente. Per me quello è davvero il momento più bello, la sfida più grande. Se non sono sicura lascio passare qualche giorno, ci penso, chiedo consiglio. Nei casi più complessi prendo carta e matita e faccio uno schema; a volte riporto sullo schema i punti salienti della fantasia, per verificare che una volta tagliata torni bene.

Giocare con i cartamodelli

Un altro trucco per mettere a frutto uno scampolo che ci piace è quello di utilizzare modelli che prevedono tagli: camicie con sprone, pantaloni con baschina, giacche con fianchetto, maniche in due pezzi, accostamenti bicolor. Spesso le riviste di cucito propongono tagli particolari o finiture realizzate con stoffe di colori diversi per rendere più interessanti i modelli. A me piacciono molto, per cui ecco cosa mi sono fatta cucire dalla sarta in tempi non sospetti (ossia quando ancora non avevo iniziato a cucire e non mi ponevo il problema di rovinare un taglio di stoffa pregiato e/o a cui tenessi particolarmente).

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Un giorno ero andata a curiosare nel negozio vicino a casa mia, che ha un bellissimo assortimento di sete, lini, viscose, composé e cotoni firmati e ho visto questa meravigliosa seta elasticizzata a non molta distanza da questa particolarissima fantasia di jersey. Troppo elegante l’una, troppo sportiva l’altra, ho optato per una blusa bicolor, comodissima ma perfetta per andare in ufficio. Sono realizzazioni che, se si dovessero comprare appositamente più tipi di stoffa, verrebbero scartate a priori, ma che si sposano alla perfezione con gli scampoli e gli avanzi in generale. Guardate quanto è bella questa camicetta in seta elasticizzata, che ha avuto sì un suo costo, ma ben più accessibile che non ad acquistare la seta in pezza.

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Tempo fa ho ricavato e messo da parte per un prossimo futuro il cartamodello di una felpa che ha una specie di onda di colore diverso nella manica: l’ideale per uno scampolo di jersey magari molto bello ma un po’ corto.

Soluzione estrema, ma che può dare le sue soddisfazioni, è quella di cambiare radicalmente obiettivo. Mi vengono in mente due stoffe a cui tenevo e che sono rimaste per qualche anno a dormire in un cassetto: un cotone elasticizzato con una delicata fantasia beige e un cotone inglese alto solo 90 cm; con entrambi avrei voluto realizzare una camicetta, ma la stoffa era troppo poca. Ogni tanto li prendevo in mano, li studiavo per un po’ e poi li rimettevo a nanna con un sospiro. Alla fine ho ricavato un paio di utilissimi pantaloncini da mare dal primo e dal secondo una casacca bicolor, abbinandoci un cotone della stessa consistenza in tinta unita.

Usare il pensiero laterale

Un bravo artigiano sa che per ottenere risultati di pregio occorre mettere in gioco la propria creatività e analizzare il materiale da angolature diverse. E allora anche noi rompiamo gli schemi e, rispettando i vincoli fondamentali (drittofilo, verso del pelo), cominciamo a mescolare le carte.
Innanzitutto le stoffe vanno viste nella loro potenzialità e non per come vengono presentate. Ecco la pochette che ho realizzato con un quadrato di paillettes proveniente da un catalogo smembrato in occasione della chiusura di un negozio a Creta. Il concetto è sempre lo stesso: se la stoffa è troppo difficile e/o costosa e io non sono abbastanza brava, intanto proviamo con materiale a basso costo. Dopo di ché, saranno sufficienti tanta cura nella ricerca dei dettagli (fodera e cerniera in tinta, cordoncino intonato) e tanta pazienza per ottenere risultati di eccellenza.

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Spesso gli scampoli non sono tagliati dritti, a volte ci sono 20 e più cm di differenza in un punto rispetto a un altro, e allora possiamo ricavare i pezzi più grandi dai tratti più lunghi e viceversa. Possiamo sfruttare lo scavo davanti e dietro per dare adeguata lunghezza alle maniche, usare le cimose laterali per gli orli. Possiamo decidere di tagliare le due maniche separatamente se a doppio non c’entrano, come pure di piegare il tessuto non una sola volta al centro ma là dove il consumo di stoffa è minore.
Oppure possiamo mescolare i cartamodelli e utilizzare per la canotta una spalla tagliata pensata per una camicia di stile maschile. Orlo frullato a mano e via: chi poteva resistere a una seta così?

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Rompere qualche regola

È verissimo, si dovrebbero sempre posizionare tutte le parti di un cartamodello per lo stesso verso, ma se la stoffa è poca e non mostra differenze rilevabili nei due versi, si possono guadagnare decine di cm mettendo ad esempio al contrario il dietro dei pantaloni rispetto al davanti, oppure ospitando la parte superiore della manica fra gli scavi di davanti e dietro.

Un capitolo a parte per le stoffe stretch, che in casi estremi si possono usare non solo in verticale ma anche in orizzontale. È una pratica sconsigliabile (di fatto a ben guardare si vede il verso della tessitura), ma se già abbiamo fatto trenta, tanto vale far trentuno. Male che vada, ci saremo tolte una soddisfazione e avremo fatto pratica con una stoffa ritenuta giustamente difficile.

Ci sarebbe ancora molto da dire sugli scampoli, ma per oggi ci fermiamo qui.
Continueremo questa bellissima avventura nella prossima parte, che arriverà esattamente tra sette giorni!

Elisa Oximoron

Ho iniziato ad appassionarmi al cucito sin da piccola e, nel 1998 ho iniziato un corso professionale di "operatrice abbigliamento, confezionista industriale" presso una scuola di Pavia. Ho fatto uno stage in un negozio di abiti da sposa e poi ho aperto la mia personale sartoria, dove realizzavo abiti su misura e cosplay. A causa di problemi di salute nel 2014 ho dovuto chiudere il negozio e sono diventata insegnante di cucito in un corso specialistico per corsetteria storica. Ho scoperto che amo insegnare e ho iniziato a creare corsi di cucito per principianti. attualmente abbiamo attivi 5 corsi di cucito solo a pavia.

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